Al giorno d’oggi siamo talmente condizionati da marche e linguaggi pubblicitari che spesso ci portano a deviare sulla realtà del nostro lavoro, snobbando prodotti solo perché non conosciuti, diciamo che non sono buoni perché ci facciamo condizionare dalla massa, e non pensiamo realmente a che prodotti essi siano. Bisogna dunque fare un passo indietro e capire cosa noi vogliamo essere, se un “prodotto standardizzato” della società o se vogliamo essere unici.
Ci vuole dunque un accurata ricerca di materie prime e prodotti, capire come vengono ottenuti, quali sono le loro caratteristiche, il gusto che hanno…dire che un prodotto è buono o cattivo è soggettivo, oggettivo è invece dire se un prodotto è fatto bene o male, con un determinato criterio o meno, analizzando le cose con accuratezza prima di esprimerci.
Essenziale è, come nell’approccio d’un vino capire che sentori emana, il gusto, la percezione dell’alcol, la presenza di zuccheri; solo così si potrà conoscere cosa andremo a manipolare, come abbinarlo e quali risultati potremo ottenere.
La conoscenza dei prodotti è fondamentale per la creazione di un drink: cambiare un prodotto con uno della stessa categoria, cambia completamente il drink nella sua complessità organolettica; un cocktail preparato senza attenzione e con prodotti poco adeguati fa fatica a riscuotere successo e viene spesso evitato dai clienti, mentre utilizzando una gamma di prodotti ricercati e di qualità renderà alle nostre creazioni gusto equilibrato e piacevolmente intrigante, aumentando il consenso dei consumatori.
Proviamo solo a pensare quante diverse sfumature è possibile trovare nella vasta famiglia dei Whisky a seconda della loro provenienza per la cultura di produzione, al tipo di cereali utilizzati, a come essi vengono essiccati, al tipo d’acqua usata o al tipo di botte per la maturazione… ecco che avremo dei Bourbon più o meno dolci, degli Scotch dai diversi sentori di torba o Irish più secchi e neutri.
L’attenzione da porre non deve solo essere riferita a distillati e liquori ma anche alle parti analcoliche e aromatizzanti; la scelta di un succo, una purea fresca piuttosto che una polpa sciroppata, uno sciroppo naturale al posto di uno “chimico”, sempre consapevoli delle caratteristiche e del gusto che andremo a creare. Lasciamo da parte i gusti standardizzati della chimica  e pensiamo al gusto reale delle cose; l’abilità di un Bartender è non solo la capacità di saper dosare i prodotti ma anche quella di saper selezionarli e miscelarli con criterio.

Con questi presupposti nasce il corso Mixology Bartender che a partire da Gennaio 2014 DimensioneBar proporrà in esclusiva nella regione Veneto ed in particolare verrà svolto presso la sede di Padova.
Un corso rivolto a tutti, ed in particolare a chi necessita di nuovi “input” atti a stimolare la creatività e fantasia nella creazione di cocktails!
Ulteriori e più dettagliate info sono disponibili nella pagina “corsi” del sito www.dimensionebar.it